il Consiglio di Stato: possibile il controllo analogo in forma diffusa

(sf) Con una sentenza (3554/2017) che può fare discutere, ma può rassicurare, per l’apertura riguardo al tema che tratta, il Consiglio di Stato afferma, innanzitutto la natura ordinaria e non eccezionale del c.d. “affidamento in house” e definisce lo strumento del “controllo analogo”, con particolare riferimento a una società partecipata in cui il Comune era titolare di una quota particolarmente esigua, considerando sufficiente l’effettuazione di determinate attività. In particolare si afferma che “nel caso di affidamento in house, conseguente all’ istituzione da parte di più enti locali di una società di capitali da essi interamente partecipata […] il requisito del controllo analogo deve essere quindi verificato secondo un criterio sintetico e non atomistico, sicché è sufficiente che il controllo della mano pubblica sull’ente affidatario, purché effettivo e reale, sia esercitato dagli enti partecipanti nella loro totalità, senza che necessiti una verifica della posizione di ogni singolo ente”

La sentenza elenca una serie di previsioni statutarie e di attività che, pur non apparendo coordinate a tal fine, nella sostanza, assicurano il pieno rispetto delle prescrizioni in materia di “controllo analogo”

 testo della sentenza

 

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