danno erariale per strisce pedonali colorate in modo difforme dal codice della strada

(sf) Un responsabile di Area,  aveva fatto realizzare 55 attraversamenti  pedonali su manto stradale, di colorazione verde, determinando, per questa ragione, una differenza di spesa che ammontava a € 21,00 per ciascun attraversamento, per una spesa aggiuntiva totale di € 1.155,00.

La Corte dei Conti, rileva, proposito, che l’art. 40 del codice della strada (D.lgs.30 aprile 992 n. 285) nel disciplinare la segnaletica orizzontale, costituita da  strisce, frecce e scritte poste sulla pavimentazione stradale per regolare la circolazione stradale, per guidare gli utenti e per fornire prescrizioni circa il comportamento da seguire, rinvia al regolamento per quanto riguarda le forme, le dimensioni, i colori, i simboli e le caratteristiche dei segnali orizzontali. Lo stesso Codice (art.45) vieta, tuttavia, l’impiego di segnaletica stradale non conforme a quella stabilita dal codice stesso, dal Regolamento o dai decreti e dalle direttive ministeriali.

Il Regolamento, approvato con DPR 16 dicembre 1992 n. 495, espressamente stabilisce che  i colori dei segnali orizzontali sono il bianco, il giallo, l’azzurro e il giallo alternato con il nero (art. 137, comma 5); che gli attraversamenti  pedonali sono evidenziati sulla carreggiata mediante zebrature con  strisce bianche parallele alla direzione di marcia (art.145); che nessun altro segno è consentito sulle carreggiate stradali soggette a pubblico transito, all’infuori di quanto previsto dalle norme in questione (art.155).    

Da ciò deriva che la colorazione verde, apposta sul fondo stradale dell’attraversamento pedonale, deve ritenersi contraria alle precise disposizioni poste dal Codice della strada e dal Regolamento.

Conseguentemente il Collegio ritiene che la maggiore spesa effettuata dal Comune per la realizzazione degli attraversamenti  pedonali colorati costituisca danno erariale in quanto non solo contraria alle disposizioni di legge ma anche di nessuna utilità per l’amministrazione stessa e la Comunità amministrata sia addebitabile al responsabile dell’Area, ritenendo, inoltre che la condotta antigiuridica addebitata al convenuto sia supportata dalla colpa grave.

testo della sentenza

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