L’accesso ai documenti è la regola, il rifiuto è l’eccezione

(Amedeo Di Filippo) L’accesso ai documenti è la regola e il rifiuto è l’eccezione, da dimostrare sempre e comunque con chiara, esauriente e convincente motivazione. Il silenzio serbato su istanze di accesso è ipotesi ancora più eccezionale, riservata solo a domande palesemente pretestuose, incerte, vaghe o emulative. Lo afferma il Tar Toscana con la sentenza n. 200 del 10 febbraio.

Le regole dell’accesso

Avendo appreso di non avere superato gli scritti in un concorso, il ricorrente ha fatto richiesta d’accesso ai propri elaborati e ai criteri di valutazione. A fronte del silenzio dell’amministrazione, impugna il provvedimento implicito di rigetto dell’istanza d’accesso.

Il Tar Toscana dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, essendo stato nel frattempo soddisfatto l’accesso, ma precisa i criteri che presenziano a questo diritto tutelato dall’art. 24 della L. n. 241/1990, partendo da quello secondo cui l’accesso va sempre garantito qualora la conoscenza degli atti sia necessaria per curare o per difendere gli interessi giuridici del richiedente, senza che l’amministrazione possa legittimamente sindacare la fondatezza ovvero la pertinenza delle azioni che intenda intraprendere.

Per cui è sufficiente che l’istante fornisca elementi idonei a dimostrare in maniera chiara e concreta la sussistenza di un tale astratto interesse che ricolleghi la domanda d’accesso ai documenti richiesti. Una volta che egli abbia dimostrato il proprio interesse, è illegittimo il divieto di estrarre copia e la limitazione dell’accesso alla sola visione degli atti, che spesso non è sufficiente a consentire la tutela in sede giurisdizionale.

E l’accesso, precisano i giudici, deve essere sempre garantito qualora sia strumentale e funzionale a qualunque forma di tutela, sia giudiziale che stragiudiziale, anche prima e indipendentemente dall’effettivo esercizio di un’azione giudiziale. Pertanto, l’interesse all’accesso va valutato in astratto, senza che possa essere operato alcun apprezzamento in ordine alla fondatezza, plausibilità o ammissibilità della domanda giudiziale che l’interessato potrebbe eventualmente proporre sulla base dei documenti acquisiti.

… e il sarcasmo dei giudici amministrativi

C’è da cogliere una buona dose di ironia nella parte della sentenza in cui i giudici del Tar Toscana evidenziano come queste regole siano ormai consolidate e note, “(o almeno dovrebbero esserlo secondo criteri di perizia ed intelligenza) dopo quasi un ventennio di esperienze e affermazioni giurisprudenziali”, si legge testualmente.

Acquisizioni da cui emerge un principio di fondo “che dovrebbe guidare tutti i funzionari e dirigenti pubblici, la cui osservanza eviterebbe una mole cospicua di inutile contenzioso”: l’accesso è la regola ed il rifiuto è l’eccezione, da dimostrare sempre e comunque con chiara, esauriente e convincente motivazione; il silenzio serbato su istanze d’accesso è ipotesi ancor più eccezionale, da circoscrivere in ambiti limitatissimi di domande palesemente pretestuose, incerte, vaghe, emulative.

Testo della sentenza

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Un commento su “L’accesso ai documenti è la regola, il rifiuto è l’eccezione

  1. al sarcasmo dei giudici amministrativi rispondo invece che, purtroppo, è prassi dei giovani dirigenti lasciar cadere i termini entro i quali rispondere correttamente con la frase “faranno ricorso se gli interessa veramente!!!”. la realtà come spesso accade, supera la fantasia.

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