per l’attività commerciale di uno stabilimento balneare non basta la SCIA

imagesIl Consiglio di Stato (link alla sentenza in fondo alla pagina) prende in esame il caso di uno stabilimento balneare, già dotato di concessione demaniale, che riteneva di potere avviare un’attività commerciale per il solo fatto di avere presentato una SCIA. Dopo la prima fase di giudizio, nella quale il TAR rigetta il ricorso, i giudici dell’appello si pronunciano nella stessa direzione.

La materia del contendere riguarda le modalità di formazione del titolo giuridico per l’esercizio dello stabilimento balneare e in tal senso i giudici affermano che, a tal fine, è necessaria la valutazione di interessi sensibili (quali l’ambiente, il paesaggio o la sicurezza pubblica) in ordine ai quali è richiesto un particolare schema procedimentale.

E aggiunge che, per quanto possa trattarsi di opere amovibili a carattere stagionale, la competenza ad esprimere la valutazione di compatibilità delle opere funzionali all’esercizio dello stabilimento balneare con il regime proprio del vincolo paesaggistico cui è astretto l’uso del bene demaniale non spetta all’autorità demaniale, ma, in quanto espressione specifica della funzione pubblica di tutela paesaggistica, alla competente Amministrazione per i beni culturali e il paesaggio.

Inoltre, il rilascio dell’autorizzazione di pubblica sicurezza ai sensi dell’art. 80 r.d. 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) suppone la verifica della solidità e della sicurezza degli edifici e l’esistenza di uscite pienamente adatte allo sgombero.

testo della sentenza

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