il TAR Umbria sul conferimento di incarichi dirigenziali ex art. 110

Unknown-1Il Tar dell’Umbria (con la sentenza in fondo alla pagina) esamina (e accoglie) il ricorso di una persona esclusa da una selezione per il conferimento di un incarico ex art.110 e riassume i principi che debbono improntare l’assunzione a tempo determinato ribadendo, peraltro, la competenza del giudice amministrativo.

Il conferimento di incarico dirigenziale a tempo determinato, infatti, pur mantenendo “natura privatistica”, deve rispettare  le norme contenute nell’art. 19, comma 1, D.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, che obbligano l’Amministrazione datrice di lavoro al rispetto dei criteri di massima in esse indicati, anche per il tramite delle clausole generali di correttezza e buona fede (art.1175 e 1375 c.c.), applicabili alla stregua dei principi di imparzialità e di buon andamento di cui all’art. 97 Cost. Tali norme obbligano la p.a. a valutazioni anche comparative, all’adozione di adeguate forme di partecipazione ai processi decisionali e ad esternare le ragioni giustificatrici delle scelte; laddove, pertanto, l’Amministrazione non abbia fornito nessun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile. Inoltre, ai sensi dell’art. 40, c.1, lett. b, del dlgs 150/2009, è imposto all’Amministrazione un preciso onere motivazionale circa le ragioni e i criteri seguiti per il conferimento dell’incarico.

TAR UMBRIA incarico dirigenziale

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