Non c’è demansionamento per la revoca della posizione organizzativa

images-1(Amedeo Di Filippo) La revoca della posizione organizzativa non provoca demansionamento in quanto il relativo conferimento non comporta l’inquadramento in una nuova categoria contrattuale ma unicamente l’attribuzione di una posizione di responsabilità senza mutamento di posizione funzionale.

Lo ha stabilito la sezione lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza 30 marzo 2015, n. 6367. ( link in fondo alla pagina)

La vicenda

La Suprema Corte si è trovata a giudicare una sentenza della Corte d’appello di Napoli che, confermando la pronuncia di prima istanza, ha rigettato la domanda di un funzionario comunale con la quale chiedeva di accertare l’illegittimità degli atti di revoca dell’incarico di responsabile di area e quella del conseguente risarcimento dei danni per mobbing.

La revoca dell’incarico era derivata dalla scelta adottata dall’ente di modificare la dotazione organica del Comune accorpando – assorbendola – l’area in questione in altra area composita.

La sentenza

La sezione lavoro della Cassazione non segue il ragionamento del funzionario ricorrente e conferma la sentenza della Corte territoriale.

Ricordano i giudici che nel contesto delineato dal CCNL del 31 marzo 1999, al conferimento delle posizioni organizzative possono aspirare i dipendenti inquadrati in categoria D, senza ulteriori restrizioni e indipendentemente della articolazione della dotazione organica, mentre al Sindaco è riconosciuta ampia discrezionalità nell’affidamento dei relativi incarichi.

Correlato a questo potere c’è quello di revoca, attivato nel caso di specie in diretta applicazione di una motivata modifica della dotazione organica che ha accorpato l’area di cui era responsabile il ricorrente.

Chiarisce la Cassazione che “il conferimento di posizione organizzativa non comporta l’inquadramento in una nuova categoria contrattuale ma unicamente l’attribuzione di una posizione di responsabilità senza mutamento di posizione funzionale, con correlato riconoscimento di un particolare beneficio economico; l’istituto attiene più alla disciplina della retribuzione che a quella dell’inquadramento, sicché non può verificarsi demansionamento per effetto della revoca di una posizione organizzativa”.

La revoca delle posizioni organizzative è quindi del tutto estranea all’ambito di applicazione dell’art. 2103 c.c. come pure dell’art. 52 del D.Lgs. n. 165/2001 e non dà origine a demansionamento, in quanto tutti gli incarichi sono conferiti a tempo determinato e possono essere revocati anticipatamente, restando il dipendente – alla scadenza dell’incarico – inquadrato nella categoria di appartenenza e nelle funzioni del profilo di appartenenza con il relativo trattamento economico.

link alla sentenza

 1,807 total views,  1 views today

5Shares

Lascia un commento